Come già accennato qualche giorno fa, la mattina del 20 marzo potremo osservare un'eclissi parziale di Sole. Si tratta di un'evento abbastanza raro (la prossima osservabile dall'Italia si verificherà nel 2020) che sarà possibile osservare tra le ore 9:30 alle ore 12:00 circa della mattina di venerdì 20 marzo.
Un po' di teoria
Un'eclissi di Sole si verifica quando tra la nostra stella e la Terra si frappone la Luna oscurando totalmente o parzialmente il disco solare. Per comprendere quanto sia raro che il cono d'ombra prodotto dalla Luna finisca esattamente sulla Terra, bisogna immaginare il sistema Sole-Luna-Terra come se fosse composto tenendo il pugno chiuso nella mano sinistra (Sole) e, mantenendo le braccia estese, con una biglia nella mano destra (Terra) ed un chicco di riso per la Luna. Affinchè si verifichi un'eclissi questi tre oggetti devono essere perfettamente allineati.
L'eclissi del 20 marzo sarà totale per coloro che la osserveranno dalle isole dell'Atlantico nord-occidentale, parziale per tutta l'Europa, parte del Nord-Africa e dell'Asia occidentale.
Cosa si potrà osservare
Anche in Italia ci saranno alcune differenze dipendenti dalle latitudini da cui si osserverà il fenomeno.
I più fortunati saranno gli osservatori del Nord Italia, dove l'oscuramento del disco solare supererà il 65%, al Centro la copertura sarà compresa tra il 60% e il 50%, al Sud sarà di poco inferiore al 50%.
Come osservare
È obbligatorio fare una premessa: non bisogna mai osservare il Sole senza appositi filtri! Per osservare l'eclissi in totale sicurezza ci sono diverse soluzioni più o meno economiche.
- Prima in ordine di sicurezza e comodità è l'Astrosolar (sia occhialini che filtri per telescopi), un materiale realizzato apposta per questo genere di osservazioni.
- Il Sole può essere osservato anche con una maschera da saldatore, facendo pause di alcuni minuti tra un'osservazione e l'altra (le osservazioni devono comunque essere di pochi secondi)
- EVITARE qualsiasi altra soluzione come ad esempio pellicola fotografica, vetri affumicati o lastre per radiografie, non proteggono adeguatamente l'occhio e potrebbero pertanto causare danni permanenti alla vista.
AGGIORNAMENTO: Ecco tre fasi dell'eclissi così come apparivano all'oculare del telescopio maksutov 127 (le immagini risultano infatti capovolte sull'asse orizzontale)
Astronomia, scienza, osservazione al telescopio e guide e tutorial di astronomia pratica.
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martedì 17 marzo 2015
martedì 11 marzo 2014
Formazione del sistema solare
Formazione del sistema solare
Dopo aver capito cosa sia davvero il nostro sistema solare, ora occupiamoci invece della sua formazione.
La teoria più accreditata riguardo la
nascita del sistema solare è quella nebulare,
secondo cui il Sole e i pianeti si siano formati da una nebulosa di gas
interstellari in contrazione gravitazionale, circa 4,6 miliardi di anni fa.
(Questa ipotesi si basa sul fatto che i pianeti orbitano tutti nello stesso
verso intorno al Sole e che le orbite si trovano approssimativamente tutte
sullo stesso piano).
Ecco dunque le fasi della formazione:
1) Circa
5 miliardi di anni fa – All’interno della nube si crea una parte più densa e di
conseguenza la nube incomincia a contrarsi sotto la spinta della forza
gravitazionale.
(Probabilmente
ciò che creò tale situazione di instabilità fu un enorme onda d’urto provocata
dall’esplosione di una supernova; essa rilasciò inoltre elementi pesanti
formatisi nell’ultima fase di vita della stella morente, che si andarono a sommare alle
polveri interstellari già presenti nella nebulosa.)
2a) In pochi milioni di anni – La
densità della zona centrale aumenta fino a formare il proto-Sole.
2b) La nebulosa si appiattisce sotto
l’azione della crescente forza gravitazionale e della forza centrifuga.
3) Ne
consegue la formazione dei planetesimi: piccole aggregazioni di materia che,
scontrandosi lungo le orbite, danno vita ai proto-pianeti.
4) Nelle
fasi finali di formazione del sole un forte vento solare spinge verso l’esterno
gli elementi leggeri (idrogeno, elio)
lasciando nelle zone interne quelli pesanti (metalli, silicati).
(I pochi elementi pesanti all'interno andarono a formare i piccoli pianeti rocciosi; gli abbondanti elementi pesanti spinti verso l'esterno formarono i giganti gassosi.)
5) Solo
ora i proto-pianeti liberano la loro orbita da altri corpi minori, diventando i pianeti così come li conosciamo oggi.
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lunedì 3 marzo 2014
Sistema solare
Sistema solare
Con il termine “sistema planetario” si intende una famiglia di corpi celesti (non solo pianeti), che orbitano intorno ad una stella. Il sistema solare, in particolare, è il sistema planetario della nostra stella, il Sole.
Con il termine “sistema planetario” si intende una famiglia di corpi celesti (non solo pianeti), che orbitano intorno ad una stella. Il sistema solare, in particolare, è il sistema planetario della nostra stella, il Sole.
Il nostro
sistema stellare si trova su un
braccio della Via Lattea a circa 28000 anni luce dal centro galattico (Il
sistema solare compie un movimento di rivoluzione intorno ad esso in 230
milioni di anni muovendosi alla velocità di 250km/s).
Il Sole ha un ruolo primario all’interno del sistema
essendone l’unica fonte di energia e il centro gravitazionale, possiede infatti il 99,86% della materia dell’intero sistema solare (della parte restante, i due
giganti gassosi Giove e Saturno ne costituiscono il 90%)
Come già
accennato il Sole, oltre agli otto
pianeti (Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano, Nettuno), e
ai rispettivi satelliti (più di 150), è circondato da altri corpi
celesti: è il caso dei cinque pianeti
nani (Cerere, nella fascia principale degli asteroidi e i transnettuniani Eris, Haubea, Makemake e Plutone, considerato un pianeta fino al 2006) e di miliardi di corpi minori, come asteroidi (raggruppati nella fascia principale tra Marte e Giove
dove non è riuscita la formazione di un pianeta roccioso, e nella fascia di
Kuiper), comete (particolari piccoli
corpi celesti ghiacciati con orbite estremamente ellittiche che si avvicinano
periodicamente al Sole [purchè non ne siano distrutte da calore e forza
gravitazionale] provenienti dalle zone esterne del Sistema Solare).
Più in generale,
allora, fanno parte del Sistema Solare tutti quei corpi che risentono della
gravità della nostra stella, includendo polveri
e micro particelle, molto diffuse nelle zone esterne del Sistema Solare
stesso.
- Procedendo dall’interno verso l’esterno troviamo
quindi, in prossimità della nostra stella i pianeti rocciosi (Mercurio, Venere,
Terra, Marte), la fascia principale degli asteroidi (dove si trova il pianeta
nano Cerere), i pianeti gassosi (Giove, Saturno, Urano, Nettuno), la fascia di
Kuiper (dove si trovano gli altri quattro pianeti nani tra cui Plutone), il disco
diffuso e l’ipotetica Nube di Oort per un’estensione radiale totale di circa 80
UA (circa metà della distanza che separe il Sole dalla stella più vicina, Proxima Centauri).
venerdì 9 agosto 2013
Il tempo nel Sistema Solare
Il tempo nel Sistema Solare
Dopo le dimensioni dei corpi celesti, un altro argomento molto interessante da trattare è quello del tempo cosmico. Questa volta, data la vastità del tema in questione, ci limitiamo ad analizzare e riportare dati riguardo il tempo nel nostro Sistema Solare.
Dopo le dimensioni dei corpi celesti, un altro argomento molto interessante da trattare è quello del tempo cosmico. Questa volta, data la vastità del tema in questione, ci limitiamo ad analizzare e riportare dati riguardo il tempo nel nostro Sistema Solare.
In particolare, intorno alla nostra stella il tempo interessa i movimenti di Sole, pianeti e satelliti all'interno di una macchina perfetta.
N.B.: per indicare i tempi dei movimenti degli astri sono utilizzati giorni e anni terrestri
La nostra stella compie principalmente due movimenti: quello di rotazione intorno al proprio asse e quello di rivoluzione intorno al centro della nostra galassia.
Rotazione intorno all'asse: 25 giorni
Rivoluzione intorno al centro della Via Lattea: 225-250 milioni di anni
Pianeti
Anche i Pianeti compiono due movimenti: rotazione intorno all'asse e rivoluzione intorno al Sole. (Il movimento di traslazione insieme alla nostra stella intorno al centro della Via Lattea è come detto di circa 225 milioni di anni)
Mercurio: rivoluzione 88 giorni ; rotazione 56 g 16 h
Venere: rivoluzione 225 giorni ; rotazione 243 g
Terra: rivoluzione 365 giorni ; rotazione 23 h 56 m
Marte: rivoluzione 687 giorni ; rotazione 24 h 37 m
Giove: rivoluzione 12 anni ; rotazione 9 h 55 m
Saturno: rivoluzione 29 anni ; rotazione 10 h 40 m
Nettuno: rivoluzione 165 anni ; rotazione 16 h 7 m
Satelliti
Dei satelliti principali analizziamo solo il tempo di rotazione intorno ai pianeti. (Ovviamente compiono comunque i movimenti di rotazione intorno al loro asse e di traslazione insieme ai pianeti intorno ai quali orbitano intorno al sole e di conseguenza intorno al centro della Via Lattea)
Terra: Luna 27 g 8 h 43 m

Marte: Fobos 7 h 40 m
Deimos 1 g 6 h 30 m
Giove: Io 1 g 17 h 27 m
Europa 3 g 13 h 13 m
Ganimede 7 g 6 h
Callisto 16 g 16 h 32 m
Saturno: Encelado 32 h 53 m
Teti 1 g 52 h 52 m
Dione 2 g 17 h 41 m
Rea 4 g 30 h 40 m
Titano 15 g 56 h 33 m
Giapeto 79 g 7 h 55 m
Nettuno: Tritone 5 g 21 h
S/2004 N 1 23 h
Plutone: Caronte 6 g 9 h 17 m
Stige 20 g
Cerbero 32 g
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giovedì 8 agosto 2013
Il Sole sta invertendo il suo campo magnetico
Nel giro di 3 o 4 mesi il Sole raggiungerà il culmine del suo ciclo undecennale di attività, che porterà tra le tante conseguenze, all'inversione dei poli magnetici della nostra stella.
E' un fenomeno del tutto normale che avviene, come detto, ogni 11 anni, a compimento del ciclo di attività solare.
Adesso siamo proprio alla fine di questo ciclo e già ci sono stati alcuni segni della massima attività , come l'enorme buco coronale apparso qualche settimana fa nello strato più esterna dell'atmosfera della nostra stella.
Attenzione però, sono solo i poli ad invertirsi, il Sole non ruota su se stesso!
Durante la fine di questo ciclo, si registra un forte aumento di macchie solari, con la conseguente frammentazione a livello locale del campo magnetico totale (ogni macchia ne modifica una piccola parte) . Questo si indebolisce e va via via diminuendo, fino ad azzerarsi. A questo punto iniziano a formarsi il polo Nord al posto del polo Sud e viceversa. Resteranno in questa posizione per altri 11 anni.
Come conseguenze della massima attività solare ci potranno essere delle piccole interferenze radio nei prossimi mesi e sicuramente delle fantastiche e maestose aurore polari nel mese di dicembre.
Adesso siamo proprio alla fine di questo ciclo e già ci sono stati alcuni segni della massima attività , come l'enorme buco coronale apparso qualche settimana fa nello strato più esterna dell'atmosfera della nostra stella.
Attenzione però, sono solo i poli ad invertirsi, il Sole non ruota su se stesso!
Durante la fine di questo ciclo, si registra un forte aumento di macchie solari, con la conseguente frammentazione a livello locale del campo magnetico totale (ogni macchia ne modifica una piccola parte) . Questo si indebolisce e va via via diminuendo, fino ad azzerarsi. A questo punto iniziano a formarsi il polo Nord al posto del polo Sud e viceversa. Resteranno in questa posizione per altri 11 anni. Come conseguenze della massima attività solare ci potranno essere delle piccole interferenze radio nei prossimi mesi e sicuramente delle fantastiche e maestose aurore polari nel mese di dicembre.
giovedì 1 agosto 2013
Osservato un enorme buco coronale per due settimane
Un gigantesco buco coronale, delle dimensioni di circa un quarto dell' intero Sole, è apparso sulla superficie del Sole per circa 2 settimane, dal 13 al 28 luglio, durante il massimo solare atteso per l'estate del 2013. La formazione è stata scoperta e osservata dal Solar and Heliospheric Observatory (SOHO).
I buchi coronali sono vaste aree dove la corona solare è più scura, dunque più fredda, delle zone circostanti. Qui anche il plasma possiede densità inferiore. Normalmente appaiono verso i poli, mentre, durante il massimo solare (periodo di massima attività della nostra stella, che si verifica ogni 11 anni) possono essere presenti su tutta la superficie.
La vasta area scura è circondata da una zona di forte attività solare. Nella macchia infatti i flussi magnetici sono trasportati via dal vento solare invece di ricadere sulla corona: viene così in qualche modo diminuita l'attività. I buchi coronali, inoltre, danno vita a potentissimi flussi di particelle dalla nostra stella verso l'esterno, ad una velocità pari a tre volte quella del vento solare.
I buchi coronali sono vaste aree dove la corona solare è più scura, dunque più fredda, delle zone circostanti. Qui anche il plasma possiede densità inferiore. Normalmente appaiono verso i poli, mentre, durante il massimo solare (periodo di massima attività della nostra stella, che si verifica ogni 11 anni) possono essere presenti su tutta la superficie.La vasta area scura è circondata da una zona di forte attività solare. Nella macchia infatti i flussi magnetici sono trasportati via dal vento solare invece di ricadere sulla corona: viene così in qualche modo diminuita l'attività. I buchi coronali, inoltre, danno vita a potentissimi flussi di particelle dalla nostra stella verso l'esterno, ad una velocità pari a tre volte quella del vento solare.
Il fenomeno viene studiato da molto tempo, ma ancora non si conoscono bene i meccanismi che lo causano. Anche questo uno dei campi di ricerca di IRIS (Interface Region Imaging Spectrograph).
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