ASTRORING

logo-astroring next info previous

Pagina facebook

Pagina facebook
CLICCA "MI PIACE" ALLA PAGINA FACEBOOK

Visualizzazioni totali

mercoledì 10 luglio 2013

Luca Parmitano: missione compiuta!

Luca Parmitano: missione compiuta!

Si è conclusa con successo la storica "passeggiata spaziale" di Luca Parmitano.
Come anticipato Parmitano è stato il primo italiano e il più giovane astronauta in assoluto ad uscire dalla Stazione Spaziale Internazionale. 

L' Extra-Vehicular Activity (EVA) è durata 6 ore e 7 minuti e ha coinvolto oltre all'italiano dell' ESA (designato EV2) un altro astronauta della NASA Chris Cassidy (EV1).
Lo statunitense ha rimosso e sostituito una delle due unità di un ricevitore-trasmettitore guastatosi nello s corso dicembre.
Parmitano ha recuperato due esperimenti che facevano parte di MISSE-8 e ha fotografato AMS-02 per fornire al team di ricerca a terra immagini per verificarne le condizioni.
Sono stati svoli anche compiti di installazione di componenti e di preparazione all'arrivo del modulo russo MLM su cui verrà montato il Braccio Robotico Europeo nel prossimo dicembre.



Parmitano si prepara ad uscire dalla ISS.

A lui va un grande ringraziamento per aver portato un pizzico di Italia nello spazio e per averci fatto sentire orgogliosi di essere Italiani: grande Luca!


Qui le prossime missioni della NASA, molte della quali rivolte alla Stazione Spaziale Internazionale, tra cui (come anticipato prima) quella prevista per il prossimo 11 dicembre per le quali ha lavorato Parmitano all'esterno della ISS.

lunedì 8 luglio 2013

Cosa si osserva con un telescopio

Cosa si osserva con un telescopio

Sicuramente sappiamo cos'è un telescopio e ne abbiamo visto qualcuno a casa di un amico o in un museo-osservatorio di sfuggita. Ma sappiamo veramente come si usa e soprattutto cosa si può osservare? Spesso la risposta è negative, ecco quindi una piccola guida che spiega a cosa si avvicinano gli occhi dell'astrofilo quando avvicina la pupilla all'oculare.

Qualche precisazione: con i telescopi amatoriali le stelle rimangono dei puntini luminosi e dimentichiamoci le foto di Google immagini!



SISTEMA SOLARE


SOLE (macchie solari)

Il Sole è la nostra stella, sulla sua superficie si possono osservare le macchie solari e, con un buon telescopio e appositi filtri, le protuberanze, i filamenti e le facole.



Osservare il Sole solo con il filtro solare.






LUNA (mari, crateri, catene montuose)


La Luna è l'unico satellite naturale della Terra. Anche con un piccolo telescopio è possibile fare delle entusiasmanti "passeggiate" sulla sua superficie tra mari, crateri e catene montuose.







Sole e Luna possono essere anche fotografati con un semplice smartphone. Ecco come fare.





MERCURIO (fasi)

Mercurio è il pianeta più interno del Sistema Solare.
Proprio per questo è possibile osservare le sue fasi. Unica difficoltà il fatto che è sempre basso all'orizzonte (subito dopo il tramonto e subito prima dell'alba) per cui risente negativamente delle turbolenze degli strati bessi dell'atmosfera. 







VENERE (nubi e fasi)
Anche Venere come Mercurio è un pianeta interno, è però più alto sull'orizzonte e quindi meglio osservabile. Tuttavia con telescopi non troppo grandi se ne possono osservare solo le fasi, perchè il pianeta è rivestito da una folta coltre di nubi che non permettono di vedere dettagli sulla sua superficie.





MARTE (superficie rossa, dettagli sulla superficie, calotte polari ghiacciate)


L'osservazione del pianeta rosso risente molto della sua posizione nell'orbita intorno al sole. In condizioni favorevoli mostra i dettagli scuri sulla superficie e i poli ghiacciati. 





GIOVE (bande equatoriali, Grande Macchia Rossa, satelliti medicei: Io, Europa, Callisto, Ganimede)
Il gigante gassoso Giove è uno dei pianeti più affascinanti da osservare. Anche con piccoli telescopi è infatti possibile osservare i quattro Satelliti Galileiani (Io, Europa, Ganimede, Callisto), le bande equatoriali e la Grade Maccjia Rossa.







SATURNO (anelli con Divisione di Cassini, satelliti; Titano, Rhea, Dione)


Saturno è il più "elegante" e pparticolare dei pianeti. A piccoli ingrandimenti mostra gli anelli e i suoi satelliti (facile da osservare Titano,un po' meno Rhea e Dione). Con strumenti di media potenza si mostrano le bande equatoriali e la Divisione di Cassini. Con strumenti maggiori si possono vedere altri dettagli negli anelli come la divisione di Enke.


Ecco alcune foto di Giove e Saturno realizzate con la mia strumentazione.



COMETE (corpo, coda/e)

Le comete sono astri facili da osservare, ma visibili raramente. Bastano pochi ingrandimenti per vederne il nucleo luminoso e la coda (raramente sono più di una come nell'immagine). Sia il nucleo, sia la coda possono essere di diversi colori: dal rosso all'azzurro.






CIELO PROFONDO (DEEP SKY)


STELLE DOPPIE

Bisogna sapere che con un telescopio amatoriale le stelle rimangono dei piccoli puntini luminosi. Un modo interessante di osservarle però è quello di guardare le stelle doppie. Queste possono essere legate gravitazionalmente o sono create da un'illusione prospettica. Molte sono osservabili anche con un binocolo e alcune (come Albireo nell'immagine) sono composte da stelle di colori diversi. 



AMMASSI APERTI
Gli ammassi aperti sono agglomerati di stelle nati da una stessa nebulosa. Le stelle si presentano molto vicine ma sparse all'interno dell'ammasso. Tra i più famosi le Pleiadi (nell'immagine) e le Iadi, osservabili anche ad occhio nudo. Gli ammassi aperti sono tra gli oggetti del cielo profondo da osservare con piccoli strumenti.




AMMASSI GLOBULARI
Un altro tipo di ammasso stellare è invece quello all'interno del quale le stelle sono attratte dalle forze gravitazionali. Questi, a differenza di quelli aperti, hanno un centro nel quale si concentrano un gran numero di stelle. Sono leggermente più difficili da osservare degli ammassi aperti, ma si mostrano bene a strumenti di media potenza. Tra i più famosi quello nella costellazione dell'Ercole.







NEBULOSE DIFFUSE

Le nebulose diffuse sono appaiono molto sfumate con piccoli strumenti, salendo di qualità però si possono osservare bellissimi dettagli come le stelle formatesi al suo interno. Tra le più famose c'è la celeberrima Nebulosa di Orione (nell'immagine). 







NEBULOSE PLANETARIE
Le nebulose planetarie sono apprezzabili anche con piccoli strumenti. Salendo di potenza però si mostrano in tutta la loro bellezza. Il loro nome è dovuto ai primi osservatori che vedendone i contorni ben definiti le paragonarono ai pianeti. Tra le più famose quella del Granchio e dell'Anello (nell'immagine).



GALASSIE
Le galassie sono grandi ammassi formati da miliardi di stelle. Difficili da osservare con piccoli strumenti, si mostrano in tutto il loro splendore anche con telescopi amatoriali. La più famosa è quella di Andromeda (nell'immagine) gemella della nostra galassia, la Via Lattea. Con buoni strumenti si possono osservare diversi tipi di galassie.



Ora che sai cosa puoi osservare, scopri quanto costa un telescopio. Sarai sorpreso di poter osservare queste meraviglie con una spesa di poche centinaia di euro!

Oculare MEADE serie 4000 26mm 1,25''; (31,8 mm)


Oculare MEADE serie 4000 26mm 1,25''; (31,8 mm)


Qualche settimana fa ho acquistato un Meade super Plossl 4000 26mm usato made in Japan intorno ai 30 euro (a questo prezzo, almeno in Italia, si trovano solo i made in China nuovi). Ero alla ricerca di un oculare luminoso intorno ai 25mm e, conoscendo la differenza tra i vecchi Japan (produzione interrotta negli anni '90) e i China (assai più scadenti), non mi sono fatto scappare l'occasione affidandomi alla buona parola del venditore che mi assicurava un usato come nuovo. [Per la cronaca: i made in Japan sono quelli con la scritta Japan sul barilotto da 1,25" con trattamento delle lenti sul viola; i nuovi economici e scadenti cinesi hanno il trattamento verde] L'oculare mi è stato addirittura consigliato come migliore 26mm economico in circolazione, meglio anche dei Plossl TeleVue nella focale da 26mm. Effettivamente tiene testa ai rivali alla grande!

Utilissimo come "secondo cercatore" per avere un'immagine complessiva dell'oggetto che si vuole osservare per poi passare ad un ingrandimento maggiore, l'oculare ha un campo dichiarato di 52° anche se effettivamente sembra un po' inferiore. Mi ha subito colpito per la luminosità delle immagini che ciò nonostante non sono chiare e sfocate ma nitide e ben contrastate. Con esso viene fornita un' utilissima conchiglia antiriflesso.

Ottimo per osservare la luna piena che già in un 20mm (su un 114/1000) ci va stretta. Risultati eccezionali al crepuscolo, quando il forte contrasto scurisce il cielo tendente al blu ma allo stesso tempo restituisce un'immagine nitida e a fuoco nei dettagli che soprattutto non abbaglia.
Provato per localizzare l'ammasso globulare M53 nella Chioma di Berenice per poi passare ad ingrandimenti maggiori, posso dire che l'immagine appariva meglio (per nitidezza e luminosità) nel Meade 4000. 

Poco dopo provo a vedere se sono negato a vedere M4 o se è colpa degli oculari. Ci ho provato infatti per tutta l'estate scorsa ma niente, ora ci provo col Meade e..... eccolo!!! Tra Antares e Alniyat con la supergigante rossa immediatamente fuori dal campo visivo. Ci riprovo con il k20 e il k10 e niente: la luminosità del Meade 4000 è determinante per osservare oggetti deboli come ammassi globulari e nebulose planetarie (ottimo sulla Nebulosa Anello M57 nella Lira, dove l'ampia porzione di cielo fa vedere benissimo come la nebulosa sia "immersa" e circondata dal cielo stellato).

Concludendo: l'oculare Meade serie 4000 26mm è uno dei migliori 26mm economici in circolazione. Spesso in corredo ai telescopi Meade se ne sottovalutano le possiblità. Ottimo per localizzare gli oggetti del deep sky nel "monotono" cielo stellato, perfetto per l'osservazione solare e lunare, che stanno larghi nell'ampio campo visivo dell'oculare.




Le costellazioni


Le costellazioni

Da sempre l'uomo ha raggruppato le stelle in costellazioni, ma cosa sono veramente? 

Le costellazioni sono raggruppamenti di stelle creati esclusivamente sfruttando la prospettiva dell'osservatore dalla Terra. Ciò significa che all'interno di una stessa costellazione ci sono stelle lontane anniluce tra loro che, grazie alla loro luminosità, creano un'illusione ottica prospettica. La nascita delle costellazioni si perde nella notte dei tempi, sappiamo però con certezza che i primi a studiare il cielo e a raggruppare le stelle furono i popoli della Mesopotamia alcuni millenni prima della nascita di Cristo.

Alla base di queste suddivisioni vi è sicuramente la volontà di trovare nella volta celeste qualcosa che accomuni l'universo infinito e la nostra piccola Terra, spesso riconoscendo fra  le stelle figure di dei e animali.

Rappresentazione artistica delle costellazioni

L'International Astronomical Union divide il cielo in 88 costellazioni.
Esse si possono suddividere in due modi: uno dal punto di vista storico, l'altro dal punto di vista geografico.
Prima suddivisione:
-18 costellazioni boreali (visibili dall'emisfero settentrionale)
-34 costellazioni equatoriali
-36 costellazioni australi (visibili dall'emisfero meridionale)
Seconda suddivisione:
-12 costellazioni dello Zodiaco lungo il piano dell'eclittica (linea immaginaria creata dal movimento apparente del Sole nell'arco di un anno sidereo) denominate dai Greci intorno al I sec. d.C.
-36 costellazioni elencate da Tolomeo nell'Almagesto, poi diventate 38 con la divisione della nave Argo in Carena, Poppa e Vela         
-38 costellazioni moderne definite a partire dal 1600, si trovano soprattutto nell'emisfero australe a causa dell'incremento delle esplorazioni nell'epoca moderna

La costellazione di Orione, forse la più famosa del cielo notturno

giovedì 4 luglio 2013

Nuove foto della cometa ISON

Molti la chiamano già la cometa del secolo, per adesso è solo C/2012 S1 (ISON).
La grande fama della cometa scoperta lo scorso settembre è dovuta al fatto che secondo le stime degli scienziati il prossimo 28 novembre (giorno in cui l'astro raggiungerà il perielio) essa potrebbe addirittura raggiungere una magnitudine apparente di -13 (circa 100 volte più luminosa di Venere), sarebbe dunque visibile anche di giorno, più luminosa dalla luna. Il condizionale è d'obbligo perchè con le informazioni attuali non è ancora possibile stabilire se ISON passerà alla storia come l'evento del secolo o come un clamoroso flop. Tra le tante possibilità c'è quella, ad esempio, che la cometa, di6,5 km di diametro,
si disintegri a causa della piccolissima distanza dal Sole   nel punto di perielio (0,0125 UA; meno di 2milioni di chilometri). La distanza minima che raggiungerà dalla Terra sarà invece di 60 milioni chilometri (basta pensare che la luminosissima Hale-Bopp passò solo a 197 milioni di chilometri).




In data 2/7/2013 è stata resa pubblica questa foto ripresa dal telescopio Hubble le scorso 8 maggio. Sono state composte da un filmato di 43 minuti della ISON mentre attraversa lo spazio tra le orbite di Marte e Giove alla velocità di 76.800 km/h.

Dall'agosto 2013 diventerà possibile vederla con un piccolo telescopio o con un binocolo, sarà invece visibile ad occhio nudo dalla fine di ottobre 2013 fino a metà gennaio 2014.

I prossimi mesi saranno decisivi per stabilire la portata dell'evento astronomico, non ci resta che sperare il meglio!