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domenica 18 giugno 2017

Le frasi più belle di Margherita Hack

Le più belle frasi di Margherita Hack su scienza, fede, religione e molto altro...

Abbiamo deciso di creare questa raccolta a pochi giorni dal 95esimo compleanno dell'astrofisica e divulgatrice toscana scomparsa nel 2013.






"Credo che uccidere qualsiasi creatura vivente, sia un po' come uccidere noi stessi e non vedo differenze tra il dolore di un animale e quello di un essere umano."

~  ~  ~

"È così bello fissare il cielo e accorgersi di come non sia altro che un vero e proprio immenso laboratorio di fisica che si srotola sulle nostre teste."

~  ~  ~

"L'astronomia ci ha insegnato che non siamo il centro dell'universo, come si è pensato a lungo. Siamo solo un minuscolo pianeta attorno ad una stella molto comune. Noi stessi, esseri intelligenti, siamo il risultato dell'evoluzione stellare, siamo fatti della materia degli astri."

~  ~  ~

"Tutti noi abbiamo un'origine comune, siamo tutti figli dell'evoluzione dell'universo, dell'evoluzione delle stelle. E quindi siamo davvero tutti fratelli."

~  ~  ~

[Sul bosone di Higgs] - "Io lo chiamo addirittura Dio perchè è la particella che spiega come si forma la materia delle altre particelle e, siccome queste sono quelle da cui poi deriva tutto (le stelle, gli elementi che abbiamo sulla Terra, compresi quelli che compongono gli esseri umani) questa particella è veramente Dio."



Inoltre consiglio la lettura del suo libro "Notte di stelle", davvero un viaggio tra le costellazioni accompagnati da una guida d'eccezione., una grandissima donna che, oggi più che mai, brilla lì tra le stelle che ha tanto amato.

venerdì 2 giugno 2017

Cos'è un satellite?

Io, Europa, Callisto e Ganimede: i satelliti di
Giove osservati per la prima volta da Galileo.

Si dice satellite naturale o, più impropriamente luna, un corpo celeste che orbita attorno ad un altro corpo diverso da una stella (oltre che di pianeti, esistono infatti anche satelliti di pianeti nani e asteroidi). Nel sistema solare se ne conoscono oltre centocinquanta.

NB: spesso con questa parola ci si riferisce ai satelliti artificiali, come quelli geostazionari in orbita intorno al nostro pianeta per fornire dati meteo o come ausilio nella localizzazione GPS. 
In questo articolo, ovviamente, non ci occuperemo di questi ultimi.







Origine
Una delle ipotesi più accreditate per la formazione della Luna
prevede l'impatto con un grosso asteroide.
Riguardo l’origine dei satelliti, si possono avere diversi tipi di formazione. 
Per la maggior parte di essi si crede siano stati planetesimi (oggetti rocciosi primordiali che aggregandosi formarono i pianeti) catturati dalla forza gravitazionale di corpi con massa maggiore (i pianeti). 
Altre ipotesi riguardano la cattura di asteroidi (soprattutto per i satelliti dei pianeti più esterni).  
Un’altra, infine, prevede la loro formazione a partire da materiale espulso dal pianeta in seguito ad un impatto (ipotesi molto accreditata per la Luna).




Quasi-satelliti
Un quasi-satellite è un corpo celeste avente un’orbita che comprende sia un pianeta che la sua rispettiva stella. 
I quasi-satelliti rimangono nelle vicinanze dei propri pianeti per periodi di tempo variabili, avendo orbite instabili che in lunghi periodi possono portarli lontano dai pianeti. Per completare un’orbita intorno al Sole un quasi-satellite impiega esattamente lo stesso tempo del suo pianeta (risonanza orbitale 1:1), ma di solito ha una maggiore eccentricità.
Attualmente sono conosciuti cinque quasi-satelliti della Terra (il più famoso è probabilmente 3753 Cruithne), uno di Venere (2002 VE68) e uno di Nettuno.


lunedì 1 maggio 2017

I tramonti più belli d'Italia

Ecco i tramonti più belli d'Italia. Li scopriremo nella nuova rubrica della nostra pagina facebook dal titolo "Tramonti d'Italia". 

La rubrica durerà una settimana (da lunedì 1 maggio a domenica 8 maggio). Siamo dunque di fronte ad una vera e propria TOP 7 dei tramonti più belli d'Italia. Segnalateci i vostri e diteci quale vi è piaciuto di più.


#1 - FIRENZE



Firenze, la città dei Medici e dei grandi maestri del Rinascimento. Nelle sue strade si trovano ancora oggi le tracce della rivoluzione scientifica di Galileo. Da qui si gode senza dubbio di uno dei più bei tramonti d'Italia. Per osservarlo vi consigliamo di raggiungere il Giardino di Boboli o Piazzale Michelangelo: lo spettacolo è assicurato.

#2 - STROMBOLI E ISOLE EOLIE




Indubbiamente uno dei tramonti più belli d'Italia è quello che si gode dalle Isole Eolie, specialmente se il Sole si nasconde dietro Stromboli come in questo caso. Qui inoltre il disco solare sembra letteralmente uscire (o meglio entrare) nella bocca del vulcano, un vero spettacolo della natura!


#3 - ROMA



Tra i tramonti più suggestivi e simbolici d'Italia non può mancare quello della Capitale. Abbiamo scelto la Basilica di San Pietro in Vaticano, uno dei luoghi più simbolici e suggestivi della città, oltre che uno scatto eseguito davvero magistralmente. 

#4 - MATERA



#5 - GALLIPOLI


lunedì 27 febbraio 2017

Cos'è una nebulosa

Cos'è una nebulosa

Una nebulosa (dal latino nebula, nuvola) è un agglomerato di polveri interstellari, gas e plasma. Spesso sono interessate da fenomeni di formazione spaziale al loro interno, altre volte sono invece i resti delle ultime fasi di vita di una stella.




Nebulosa di Orione
Esistono diversi tipi di nebulose. Una prima divisione può essere fatta tra NEBULOSE DIFFUSE e NEBULOSE SPECIFICHE.



Le NEBULOSE DIFFUSE non hanno confini ben definiti e sono molto estese: la Nebulosa di Orione, in foto, ha un diametro di 24 anni luce. 
Esse possono essere ulteriormente suddivise in nebulose a emissione o a riflessione a seconda della provenienza della luce che osserviamo.




Nebulosa Testa di Cavallo

Rientrano tra le nebulose diffuse anche le nebulose oscure, un tipo molto raro e particolare di oggetti del cielo profondo. La più famosa è senza dubbio la Nebulosa Testa di Cavallo, osservabile nei pressi della cintura di Orione anche con telescopi amatoriali.
Esse sono delle nebulose molto dense attraverso cui non passa la luce proveniente da stelle, ammassi stellari o nebulose vicine.









Nebulosa Anello
Le NEBULOSE SPECIFICHE interessano invece porzioni di cielo molto ridotte e hanno confini definiti. 



Le nebulose planetarie sono costituite dal gas espulso dalle stelle di piccola massa, quando si trasformano in nane bianche.
Il loro nome di deve al fatto che per i primi osservatori la loro forma regolare e definita ricordava la sagoma di un pianeta. Una tra le più famose è la Nebulosa Anello, osservabile anche con piccoli strumenti d'estate, nella costellazione della Lira. 





Nebulosa Granchio

Al contrario, al termine della vita di una stella molto massiccia, si forma una supernova. Una volta finita la fusione nucleare nel nucleo della stella. il gas collasa e si surriscalda, per poi espandersi violentemente in un'enorme esplosione.
L'espansione del gas incandescente forma un resto di supernova, un'altro tipo di nebulosa specifica. L'esempio più famoso è la Nebulosa Granchio, resto di una supernova esplosa nel 1054.






domenica 5 febbraio 2017

Indovina l'ammasso

Vi abbiamo proposto un piccolo gioco di fantasia ed intuito sulla nostra pagina facebook Il cielo stellato sopra di noi.



Credits: https://digitalstars.wordpress.com/
Questa è l'immagine che abbiamo condiviso con voi. Vediamo un po' di dati sull'ammasso.

Nome: NGC 457

Costellazione: Cassiopea.

Magnitudine app.: 6,4

Scoperta: William Herschel, 1787

Distanza: 8000 anni luce




Pensateci ancora un attimo prima di scendere. L' "oggetto" in questione è, ovviamente, quello in alto a destra, ma anche in basso a sinistra ci sono due gruppi di stelle che si prestano ad una fantasiosa interpretazione.





Posizione di NGC 457 nella costellazione
di Cassiopea. Credits: wikipedia.




Credits: https://digitalstars.wordpress.com/

SOLUZIONE DEL GIOCO

Sveliamo la soluzione: si tratta dell'Ammasso Civetta (più raramente chiamato ammasso Gufo o ammasso Libellula). In questa versione sono presenti anche due piccole prede in basso a sinistra.







domenica 8 gennaio 2017

Neve sul Salento: le foto più belle da Gallipoli a Otranto.

In questi giorni la morsa del gelo che ha colpito tutto il sud Italia ha portato freddo e neve in molte regioni. In Puglia, e in particolare in Salento, ha creato scenari fantastici ed inusuali, tra ulivi, muretti a secco e torri costiere totalmente imbiancate. Una nevicata così forte non si registrava da 16 anni.

Ecco una gallery delle foto più belle scattate nei comuni del Salento, da Gallipoli a Otranto, passando per Porto Cesareo, Copertino, Santa Cesarea Terme, Santa Maria di Leuca e, ovviamente la splendida Lecce.



Torre Lapillo



Castello di Copertino e Porta di S.Giuseppe da Copertino 

Spiagge di Porto Cesareo. Credits: Sandro dell'Aquila.




Caratteristico scorcio della campagna salentina



Castello di Copertino. Credits: Daniele Trono.




Presepe vivente nell'anfiteatro romano di Lecce






Santa Cesarea Terme



Cava di bauxite a Otranto


Piazza S.Oronzo e anfiteatro romano a Lecce. 
Credits: Lecce Droni 360.

Spiagge di Porto Cesareo






Isola dei conigli e Porto Cesareo
Credits: Emiliano Peluso.
Cielo invernale fotografato dalle campagne salentine.
Credits: Angelo Perrone.

domenica 20 novembre 2016

Concorso #lunapienissima: numeri e risultati

Fig.1 Collage di tutte le foto in gara

Si è da poco concluso il contest fotografico "lunapienissima" bandito dalla nostra pagina facebook "Il cielo stellato sopra di noi". Come avrete sicuramente capito il contest riguardava la "super-luna" dello scorso 14 novembre, la più grande dal 1948!


Fig.2 La super-luna splende su Roma. Splendida visione
immortalata dal Gianicolo dal nostro lettore Domenico Durastante. 


Un po' di numeri

Fig.3 La super-luna e il mare ripresi
 da Salvatore Fiori a Stintino

35 sono state le foto foto in gara

900 votazioni ricevute sottoforma di "mi piace" e di reazioni

48 le ore in cui è stato possibile votare

3 i vincitori, con relativo premio






I vincitori
1° classificato - Giuseppe Conzo (218 "mi piace")

Fig.4 Primo classificato: Giuseppe Conzo (Gruppo Astrofili Palidoro).

2° classificato - Gabriele Spaziani (102 "mi piace")

3° classificato - Diego Mattarelli (88 "mi piace")


I premi
Il premio che spetta al primo classificato è un kit per la costruzione di una riproduzione del telescopio storico di Galileo.

Fig.5 Primo premio: riproduzione
del telescopio storico di Galileo.


Il secondo ed il terzo classificato riceveranno invece una cartolina raffigurante il collage con le foto partecipanti come ricordo del concorso "lunapienissima" (fig.1).



Fig. 6 Secondo classificato:
luna a colori di Gabriele Spaziani.


Ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato con foto, commenti, condivisioni e voti alla nostra iniziativa. Un ringraziamento speciale va alla rivista "Coelum astronomia" che ha condiviso il nostro concorso con i suoi lettori. 

Sperando di avervi trasmesso per qualche giorno la passione per l'astronomia amatoriale, vi diamo appuntamento al prossimo concorso!





giovedì 20 ottobre 2016

Perchè spendere soldi pubblici per fallimentari ricerche spaziali?

È ormai quasi certo che il Rover Schiaparelli della missione ExoMars si sia schiantato sul suolo di Marte, il modulo orbitante (TGO) è però in funzione e permetterà agli scienziati di raccogliere nuovi importanti dati sull'atmosfera marziana. Tuttavia sul web s'infiamma il dibattito sul perché spendere così tanti soldi per ricerche nello spazio, con alta probabilità di fallimento, piuttosto che investire questo denaro per risolvere problemi contingenti o nella ricerca medica.

La risposta a questo quesito non è certamente semplice, ma per farsi un'opinione è giusto avere una visione quanto più ampia possibile della questione ricerca spaziale. Innanzitutto va detto che la ricerca è un bisogno innato dell'uomo e non può essere strozzato. La scienza negli anni si è evoluta in innumerevoli direzioni, tuttavia le leggi che regolano la natura sono sempre le stesse, da qualunque prospettiva si osservino, quello che si scopre sulla Luna o su Marte sarà vero in certe condizioni anche sulla Terra. Così i collegamenti tra fisica, chimica, biologia, medicina, meccanica e chi più ne ha più ne metta sono molto più stretti di quello che sembri ed hanno permesso il progresso della Scienza nel suo insieme.

Basta citare alcune delle applicazioni dell'attività di ricerca spaziale nella vita di ogni giorno per rendersi conto di ciò. Ad esempio i termometri ad infrarossi per le orecchie, che diminuiscono la diffusione di germi negli ospedali, sono stati sviluppati sullo stesso principio di come si misura la temperatura di pianeti o stelle lontane. Le innovazioni nella robotica spaziale sono state applicate per la produzione di protesi innovative. Lo sviluppo di alimenti per gli astronauti, in condizioni estreme, ha permesso di individuare alcune sostanze nutritive importanti per i neonati che oggi sono presenti nel 90% delle formulazioni per bambini. Allo stesso modo gli astronauti devono purificare l'acqua per poterla riutilizzare, tramite filtri appropriati, oggi utilizzati per purificare acque non potabili. Ed ancora lo studio di grossi incendi su razzi diretti verso lo spazio ha aperto la via alla produzione di materiali ignifughi utilizzati oggi anche negli aerei di linea, aumentando la nostra sicurezza. Per non parlare della detezione di molecole a concentrazioni ridotte, che ha permesso di produrre rivelatori chimici molto sensibili in grado di lanciare allarmi in tempo utile per salvare vite umane.

La lista potrebbe continuare ancora a lungo, ma non è il caso di fare un elenco enciclopedico, questo è solo un punto di vista più o meno condivisibile.
Termometro ad infrarossi

mercoledì 20 luglio 2016

Pronti per le Perseidi? Piccola guida alla notte di San Lorenzo

Guida alle Perseidi della notte di San Lorenzo


Siamo già in mille a meravigliarci del cielo stellato sopra di noi! Abbiamo pensato che il modo migliore per ringraziarvi potesse essere una guida alle Perseidi 2016, ovvero la notte di San Lorenzo. Come ogni anno la Terra passerà in queste settimane da una zona ricca di detriti e polveri lasciate dalla cometa Swift-Tuttle, che daranno origine al famoso sciame meteorico.

Secondo gli esperti della NASA è previsto uno degli spettacoli più intensi degli ultimi anni, con una pioggia di quasi 200 meteoriti per ora! La pioggia di stelle in realtà è già iniziata da un paio di notti, ma il picco sarà raggiunto la notte del 12 agosto, quindi abbiamo un po' di tempo per prepararci e godere al meglio dell'evento.

La pioggia di meteoriti si irradierà dalla costellazione del Perseo. Come fare a riconoscerla? Guardate a Nord-Est a partire dalle 23 ogni notte, potrete osservare 5 stelle a forma di W ruotata a sinistra, si tratta della costellazione di Cassiopea. Adesso spostiamo lo sguardo un po' più in basso, ci troviamo già nella costellazione del Perseo e da qui si irradierà la pioggia di meteoriti!

Nei prossimi giorni vi daremo nuovi dettagli, stay tuned! Ringraziamo la rivista Sky and Telescope per averci concesso di riprodurre le loro immagini ed il seguente video. http://www.skyandtelescope.com


lunedì 18 luglio 2016

Il Leviatano ed il Vortice

"Il Leviatano" credit: Royal Astronomical Society
La Galassia Vortice (Whirlpool), nota anche come M51 contiene ben 160 miliardi di stelle ed è ben visibile da tutto l'emisfero Nord, anche se si trova a ben 23 milioni di anni luce da noi! Se vi trovate in un luogo molto buio un semplice binocolo può permettervi di riconoscerla nella costellazione dei Cani di Caccia in prossimità nel Grande Carro. Con un telescopio amatoriale è possibile riconoscere anche la sua compagna, la piccola galassia NGC 5195.





Si tratta della prima galassia a spirale ad essere stata scoperta, anche se tutto avvenne un po' per caso. L'astronomo irlandese William Parsons infatti nel 1845 costruì quello che allora era il telescopio più grande del mondo, il cosiddetto "Leviatano di Parsonstown". Il telescopio aveva un'apertura di ben 182 cm, tuttavia poggiava su due grandi muri che ne limitavano il movimento agli oggetti che hanno una declinazione Nord. Per questo motivo fu impossibile usarlo per osservare le nebulose e gli ammassi nelle costellazioni dello Scorpione e del Sagittario, per le quali era stato progettato.

Disegno di M51 e NGC 5195, come appare in un piccolo telescopio.

Parsons allora si dedicò allo studio di M51, così come questa piccola macchia era stata catalogata da Messier nel 1774, scoprendo appunto che si trattava di una meravigliosa galassia a spirale. Parsons produsse numerosi disegni delle sue osservazioni, che somigliano molto alle moderne fotografie di M51. Tuttora molti astrofili si dedicano al disegno delle galassie, che rimane un'alternativa altrettanto artistica (ed economica) alla fotografia.


Il "Leviatano" oggi è stato ristrutturato e si trova nel Castello di Birr dove ogni anno si celebra il "Whirlpool Star Party" e tantissimi amatori puntano i loro telescopi accanto al Leviatano per osservare questo splendido Vortice di stelle.


La Galassia Vortice, come appare nel ciel estivo. Immagine prodotta col Software Stellarium.

mercoledì 13 luglio 2016

Ofiuco e il serpente: leggenda, medicina e guarigione

Rappresentazione artistica della costellazione di Ofiuco.
Immagine Prodotta tramite Stellarium.
Nel cielo sono presenti ben 92 costellazioni, 48 di esse furono classificate già nell'antichità e sono associate a numerose leggende. La costellazione di Ofiuco si trova nei pressi dell'Equatore celeste ed è visibile da quasi tutto il globo. Ofiuco si sovrappone alla costellazione del serpente formando una coppia di costellazioni da apprezzare in estate.

La stella più brillante della costellazione (Alfa-Ophiuchi) si chiama Rasalhague, ovvero: "la testa di colui che raccoglie il serpente" dall'arabo. Per gli antichi Babilonesi Ofiuco rappresenta il dio Marduk in lotta col drago Tiamat, mentre nella mitologia greca verrà identificato con Asclepio il dio della medicina.
Asclepio era figlio di Apollo e della principessa Coronis. Tuttavia mentre Coronis era in attesa di Asclepio tradì Apollo, che la uccise salvando però il nascituro. Il piccolo Asclepio fu affidato al centauro saggio Chirone che gli insegnò l'arte della Medicina.
Ben presto il giovane Asclepio divenne capace di salvare diversi uomini ed un giorno fece tornare in vita il piccolo Glauco figlio del re Minosse. Asclepio infatti aveva notato come un serpente fosse in grado di far rivivere un altro serpente ucciso da lui stesso per mezzo di un'erba miracolosa e aveva usato questa stessa erba per salvare Glauco.

La scoperta di quest'erba miracolosa non fu vista di buon occhio da Ade, dio degli inferi, che avrebbe visto sempre meno uomini nel suo regno, per questo ne parlò con Zeus suo fratello, il quale uccise Asclepio con una saetta.

Apollo andò su tutte le furie e per vendetta uccise i Ciclopi che forgiavano le saette di Zeus, allora il re degli dei, per ritrovare la pace, pose Ofiuco in cielo, rendendolo immortale.

Ancora oggi Ofiuco che afferra il serpente è il simbolo della guarigione.

Per approfondimenti su Ofiuco e altre leggende, vi consigliamo la lettura di:
"A Walk through the Heavens" di M.D. Heifetz e W. Tirion.
La costellazione di Ofiuco, così come appare in queste settimane.
Immagine Prodotta tramite Stellarium.

venerdì 8 luglio 2016

Molecole chirali nello spazio interstellare: indizi di forme di vita nella galassia?

Come le nostre, molte molecole possono esistere in forme che sono immagini speculari l’una dell’altra. Tuttavia le molecole associate con la vita come: gli amminoacidi, le proteine, gli enzimi e gli zuccheri, si trovano in natura in una sola forma (enantiomero).
Un gruppo di ricerca guidato dal Dr. Brett McGuire del Caltech (U.S.A.) ha recentemente annunciato la scoperta di ossido di propilene interstellare. Il gruppo di ricerca californiano ha rilevato questa molecola tramite misure radioscopiche, nella nube interstellare Sagittarius B2 Nord, un’enorme fornace di nuove stelle situata al centro della Via Lattea e con una massa pari a circa 3 milioni di volte quella del sole!


La nube interstellare Sagittarius B2 Nord.

L’ossido di propilene esiste in natura in due configurazioni speculari, al momento gli scienziati non sono riusciti a determinare se nella nube cosmica nella costellazione del Sagittario una di queste due configurazioni sia prevalente.

L'ossido di propilene nelle due configurazioni speculari in cui si presenta in natura.

La presenza di molecole chirali è stata già osservata nel meteorite Murchison, che cadde in Australia nel 1969, che conteneva aminoacidi in maggioranza nella configurazione definita L, come la stragrande maggioranza di quelle presenti negli organismi viventi. Questo meteorite aveva grossomodo la stessa età del sole, ora la scoperta di una molecola chirale in una nube interstellare situata nel centro della galassia può spingere indietro nella storia del cosmo la preferenza della natura per una forma chirale sulla sua immagine speculare.
Questa emozionante scoperta è estremamente rilevante per la comunità scientifica. Il team del prof. Blake detto che il prossimo passo sarà lo svolgimento di più ampie osservazioni sensibili alla luce polarizzata circolarmente, per distinguere i due enantiomeri. Un'indagine di successo potrebbe permettere di sviluppare una tecnica appropriata per l'identificazione di molecole chirali ancora più complesse in tutto l'universo. Inoltre determinando l'epoca in cui le prime molecole chirali sono state prodotte, sarà possibile avanzare previsioni statistiche più accurate sulla presenza di vita in una certa regione della galassia.

La ricerca è stata pubblicata sul numero di Science di giugno 

Maggiori info sulle molecole chirali qui


domenica 19 giugno 2016

Gli amuleti Egizi

L'antico Egitto fa parte dei miei interessi fin da bambino. Qualche settimana fa però questa antica passione si è risvegliata grazie all'acquisto di un vero amuleto egizio del 500 a.C. (periodo tardo) per poche centinaia di euro. E così ho iniziato a documentarmi su questi oggetti misteriosi e affascinanti.


Scarabei, papiri, dei e animali erano tra gli amuleti più utilizzati nell'antico Egitto. Inizialmente facenti parte del corredo funebre, cominciarono ad essere indossati dagli antichi Egizi come protezione da malattie e animali.



Importantissima era la scelta del materiale. Di seguito riportiamo le pietre ed i metalli più utilizzati con le relative proprietà.

ORO - era il metallo più prezioso, simbolo del Sole e del dio Ra

ARGENTO - simbolo di purezza associato alla Luna

LAPISLAZZULI - simbolo dell'acqua e della vitalità giovanile

PIETRE DURE DI COLORE ROSSO (corniola, diaspro, corallo) - associate al sangue, richiamavano il ciclo di ella vita e della morte (con importanti rimandi alla rinascita nell'aldilà)





Ecco invece di seguito gli amuleti più utilizzati:


SCARABEO

È sicuramente l'amuleto più utilizzato nell'antico Egitto. Molti scarabei sono stati ritrovati nelle tombe egizie; in particolare lo "scarabeo del cuore" era inserito a livello del petto tra le bende del defunto durante il processo di mummificazione. Lo scarabeo simboleggiava il dio sole Ra e il ciclo di morte e rinascita.




CROCE ANSATA (ANKH)

Tra i simboli più importanti dell'antico Egitto, la croce ansata (o croce della vita) era il simbolo per eccellenza della vita e della rinascita. Accompagnava i defunti nel loro viaggio nell'oltretomba ma era indossata anche dai vivi come collana.




OCCHIO DI HORUS (WEDJAT)

L'occhio di horus poteva essere di due tipi:
- rivolto verso destra di colore bianco rappresentava il Sole o Ra
- rivolto verso sinistra di colore nero rappresentava la luna o Osiride




RANA


Animale sacro della civiltà egizia, legato alla storia della creazione del mondo, l'amuleto della rana donava fertilità a chi lo indossava.





PAPIRO



Indossato sia dai vivi che dai defunti, era il simbolo della vitalità e del vigore giovanile. Era di colore blu o verde.





BES


Amuleti del dio Bes (un nano grottesco con sembianze animali) proteggevano la casa di chi lo indossava dal malocchio e dagli spiriti maligni. Bes era anche il protettore delle danzatrici, delle partorienti e dei neonati.