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venerdì 8 luglio 2016

Molecole chirali nello spazio interstellare: indizi di forme di vita nella galassia?

Come le nostre, molte molecole possono esistere in forme che sono immagini speculari l’una dell’altra. Tuttavia le molecole associate con la vita come: gli amminoacidi, le proteine, gli enzimi e gli zuccheri, si trovano in natura in una sola forma (enantiomero).
Un gruppo di ricerca guidato dal Dr. Brett McGuire del Caltech (U.S.A.) ha recentemente annunciato la scoperta di ossido di propilene interstellare. Il gruppo di ricerca californiano ha rilevato questa molecola tramite misure radioscopiche, nella nube interstellare Sagittarius B2 Nord, un’enorme fornace di nuove stelle situata al centro della Via Lattea e con una massa pari a circa 3 milioni di volte quella del sole!


La nube interstellare Sagittarius B2 Nord.

L’ossido di propilene esiste in natura in due configurazioni speculari, al momento gli scienziati non sono riusciti a determinare se nella nube cosmica nella costellazione del Sagittario una di queste due configurazioni sia prevalente.

L'ossido di propilene nelle due configurazioni speculari in cui si presenta in natura.

La presenza di molecole chirali è stata già osservata nel meteorite Murchison, che cadde in Australia nel 1969, che conteneva aminoacidi in maggioranza nella configurazione definita L, come la stragrande maggioranza di quelle presenti negli organismi viventi. Questo meteorite aveva grossomodo la stessa età del sole, ora la scoperta di una molecola chirale in una nube interstellare situata nel centro della galassia può spingere indietro nella storia del cosmo la preferenza della natura per una forma chirale sulla sua immagine speculare.
Questa emozionante scoperta è estremamente rilevante per la comunità scientifica. Il team del prof. Blake detto che il prossimo passo sarà lo svolgimento di più ampie osservazioni sensibili alla luce polarizzata circolarmente, per distinguere i due enantiomeri. Un'indagine di successo potrebbe permettere di sviluppare una tecnica appropriata per l'identificazione di molecole chirali ancora più complesse in tutto l'universo. Inoltre determinando l'epoca in cui le prime molecole chirali sono state prodotte, sarà possibile avanzare previsioni statistiche più accurate sulla presenza di vita in una certa regione della galassia.

La ricerca è stata pubblicata sul numero di Science di giugno 

Maggiori info sulle molecole chirali qui